...per le minoranze perseguitate ingiustamente

"Il 5 Aprile la Corte Russa avrà la responsabilità di tutelare, nella galassia dei diritti dell’uomo, una fulgente stella fondamentale, la libertà di religione, fondamentale poiché tiene acceso lo splendore della dignità umana. "

Aprile 1951. Oltre 5.000 famiglie pacifiche ed inermi di testimoni di Geova provenienti dalle repubbliche sovietiche, Ucraina, Bielorussia e Moldavia furono costrette a viaggiare per migliaia di chilometri, in alcune occasioni per tre settimane o più, in vagoni merci colmi e polverosi in cui era presente unicamente un secchio per le necessità fisiologiche. Ciò per esser forzatamente mandate in ‘residenza’ nella glaciale e desolata Siberia e nel Kazakistan.


Aprile 2017. Incombente minaccia alla libertà d’una pacifica religione, i Testimoni di Geova, nella Federazione Russa… certe volte pagine orride di storia vengono replicate.



Poc’oltre vent’anni or sono, con gioia, parecchi ammirarono l’adozione della nuova Costituzione della Federazione Russa, nel dicembre del 1993. Tra le altre, notevoli, libertà, con il 14° articolo, nonché il 19°, il 28° ed il 29° si stabilì di tutelare le religioni, “uguali di fronte alla legge”, con “libertà di culto religioso” e libertà di “pensiero e di parola”. Mediante la sottoscrizione di tale Costituzione in tanti immaginarono che le persecuzioni che il regime sovietico attuò nei confronti di minoranze, come i Testimoni di Geova, sarebbero state unicamente un’orrida macchia da lavare, un incubo da dimenticare.

Tuttavia, una tale, ingiusta e spietata, persecuzione potrebbe essere nuovamente “legalizzata” dalla pronuncia Corte Suprema Russa, fissata al 5 Aprile, violando i basilari diritti umani di una pacifica e amorevole minoranza religiosa che ha promosso, promuove e, a prescindere, continuerà a promuovere l’amore per Dio, per il prossimo, per la famiglia e il rispetto per il governo.


Da ogni angolo del globo son partite lettere indirizzate al Presidente Vladimr Vladmirovich Putin, oltre che agli Spett.li ministri Dmitry Anatolyevich Medvedev, Alexander Vladimirovich Konovalov, Sergey Viktorovich Lavrov, al Procuratore generale Yury Yakovlevich Chayka ed al Presidente della Corte Suprema,  Viacheslav Mikhailovich Lebedev. Milioni di lettere!

Innumerevoli testate giornalistiche hanno menzionato la questione. In tanti anelano all’evidente dimostrazione d’attuazione delle succitate libertà inviolabili con la fiducia che, chi ne ha la responsabilità, opererà affinché la federazione Russa non smetta di rifulgere nell’ampia comunità degli stati democratici che rispettano i diritti umani fondamentali.


Il 5 Aprile i proverbiali “riflettori” di tutto il mondo scruteranno la decisione. La Corte avrà la responsabilità di tutelare, nella galassia dei diritti dell’uomo, una fulgente stella fondamentale, la libertà di religione, fondamentale poiché tiene acceso lo splendore della dignità umana.


Comunque, per concludere, nell’aprile del 1951, successivamente agli avvenimenti descritti esordendo nella stesura dell’articolo, accadde qualcosa di strano…

I Testimoni cantavano lodi a Geova mentre venivano deportati nelle orride condizioni descritte! Nelle stazioni ferroviarie lungo il tragitto s’incrociavano treni che trasportavano gli esuli, riconoscibili mediante scritte applicate sui vagoni, e i testimoni piuttosto che soffermarsi sulle tante plausibili fonti d’angoscia, s’incoraggiavano a vicenda! Addirittura, come i primi seguaci di Gesù quando fustigati e minacciati, “continuavano senza posa a insegnare e a dichiarare la buona notizia intorno al Cristo”, durante le fermate alle stazioni lungo la via dell’esilio!2. Inoltre, quando i Testimoni giunsero alle loro varie destinazioni, guadagnarono in poco tempo un’ottima reputazione in quanto lavoratori ubbidienti e laboriosi non smettendo mai d’annunciare a tutti l’amore di Dio.3 Per tale ragione, parecchi ascoltarono il loro insegnamento e si unirono a loro nel servire Dio. Come scrisse un osservatore, “Il governo sovietico non poteva fare di meglio per la disseminazione della loro fede che deportarli […]”.


Nessuno può sapere se anche tale porzione di storia avrà il suo nuovo corso, ma di certo, come affermò un avvocato dell’antichità, “se […]quest’opera è dagli uomini, sarà rovesciata ma se è da Dio, [nessuno li potrà] rovesciare”. 4




1: Human Values in a Changing World: A Dialogue on the Social Role of Religion, Bryan Wilson e Daisaku Ikeda, I. B. Taurist, 2008.

2: Cfr. Bibbia (NWT, 2013): Nuovo Testamento – Atti degli apostoli: 5, 40-42.

3: Cfr. Bibbia (NWT, 2013): Nuovo Testamento – Atti degli apostoli: 4, 20.

4: Cfr. Bibbia (NWT, 2013): Nuovo Testamento – Atti degli apostoli: 5, 38,39.



Impaginazione e pubblicazione da parte del Dott. F.C.


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Corsi e ricorsi della storia. Aprile 1951, aprile 2017.

“La libertà di religione è un requisito fondamentale perché una qualsiasi società possa definirsi libera. […]. Senza libertà di religione e senza il diritto di divulgare la propria fede non ci possono essere diritti di coscienza né vera democrazia”.

[Bryan Wilson] 1


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